• caligulas75

Riflessione contorta

Ogni dolore è preludio di felicità.

Oggi è questo il pensiero che mi accompagna. Adesso non vorrei passare per il cronico riflessivo che cammina per strada mentre mormora la frase fino allo sfinimento. Con questo pensiero sono andato a fare colazione, ho già gestito mezza giornata di lavoro, ho prelevato mia figlia dall’ asilo e siamo andati a fare la spesa. Dunque la domanda sicuramente non ha turbato il resto delle cose da fare. Mi ha accompagnato, è stata con me in ogni momento quasi a volermi sostenere. Un pensiero che ti fa compagnia è un momento di distrazione da qualunque cosa fai nel momento cui per un momento rifiati.Chi non vive un dolore? Dunque l’argomento è comune. In questo siamo tutti sulla stessa linea in ordine, nessuno escluso. Già in questa riflessione inserisco un concetto di ugualglianza davvero magico – uguali che bella parola. Nessuna differenza – nessun privilegio,nessuna arrampicata sociale o sostegno sociale. Uguali almeno nel concetto. In questo aspetto la variante saranno i metodi di sostegno al dolore, sostenere e combattere il dolore – già in se nascondera’ differenze e squilibriera il precedente concetto di uguaglianza. Esempio per chiarire il concetto Bill Gates assopira il dolore in modo differente da me. Me lo immagino in una stanza multimediale mentre è triste ma si coccola con effetti speciali. Ripatendo dalla premessa. Chi non vive un dolore? Ma la nostra sofferenza deve purtroppo avere il suo tempo, quello che gli occorre per farsi smaltire. Utilizziamo la fantasia, proviamo a pensare in modo opposto. Dopo un grande dolore segue sempre un momento di serenità di gioia o che posso dire di ridente felicità. La vita è questo, ripeto a me stesso – posso non accettarlo, posso ribbellare la mia ira ai venti del dolore, posso anche sfogarmi contro il buon Dio ( asserendo senza motivo se lui si è dimenticato di me) ma devo concorrere contro corrente ( inteso contro le mie necessità o volonta ) ma giungero sempre al punto di raccolta di tutte le cose che ho pensato. È la vita, non esiste una variante, non esiste una differente e parallela alternativa la vita la vivi e lei scorre audace e indifferente. Se può servire è nei momenti di sconforto che comprendiamo la bellezza delle cose semplici, delle gioie h24 che abbiamo sempre e non sappiamo apprezzare. Dico a me stesso, accetta il basso e salta più in alto ogni volta che cavalcherai l’alto che inevitabilnente giungerà. È una riflessione contorta ma questo lungo giro di parole mi è servito a decifrare il senso della frase che si aggrappava alle mie meningi. Sento di aver davvero alimentato una parte troppo invadente di un mio pensiero ma si sa scriviamo perché abbiamo necessità di svuotare il contenitore delle ns emozioni – scriviamo perché decodifichiamo i ns sentimenti e li eleviamo trasformandoli in ogni cosa che tradotta in sillabe diventa un ns caposaldo. Dico sempre ho le sillabe che sbordano…cioè ho bisogno di scrivere perché ne ho viste tante, o ne ho provate tante o semplicemente è naturale in me non sono in grado di parlare tanto, differentemente dallo scrivere.

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