• caligulas75

Confessione di una notte – pillole filosofiche

Sono un contorsionista. Mi snodo tra gli eventi cercando incautamente di riordinarli. L’errore semmai sta nel cercare di organizzare quello che non dovrebbe essere neppure ordinato mentalmente. La vita è una burrasca – tenti di superare la tempesta cercando riparo, ma la curiosa essenza della natura umana porta l’essere ad osservare il mal tempo a vedere i colori che assume un temporale – perché siamo essere maledettamente propensi alla scoperta. Le comparazioni ci servono, ne abbiamo necessità proprio come necessitiamo dell’aria. Dobbiamo respirare questo misto di aria pesta e purezza ( che spesso identifichiamo in ciò che rappresenta il nostro nido ) per poter andare avanti. Come se l’umanoide per vivere dovesse respirare e non respirare. Inspira, espira . Tipico caso in cui natura e filosofia si intrecciano in una fusione di intenti. Da cosa nasce lo snodo stasera, cosa ha smosso stasera questa confessione notturna nel silenzio di una casa che riposa e alimenta i miei pensieri da notturno ( per esigenza ) un dialogo con una collega blogger. Una meravigliosa anima che ha giustamente letto tra le righe di un poeta di periferia . Il mondo è ricco di periferie se il centro delle cose che ci interessano sono lontane da noi. La collega che non cito, leggera sicuramente l’articolo e capirà che parlo di lei. La ringrazio, la comunicazione è smuovere, attivare gli istinti, provocare una reazione letteraria, in chi sa già che scriverà a valanga, dopo una semplice domanda, se la domanda sarà cosi maledettamente centrata da far diventare un mare quieto in tsunami. Le emozioni, contorsioni – i sentimenti paludi ( perché l’acqua stagna nonostante non sembri, è come un vino invecchiato – è li dall’origine dei tempi ) i nostri sentimenti,appunto sono li fermi, non scorrono – li sostano e permangono per l’eternità. Possono solo azionarsi e sviluppare un effetto. L’argomento della sera era, il caro vecchio dolore – una carovana di anima al seguito per l’argomento . Serve, anche lui – serve per tantissimi motivi,  principalmente perché è come se fosse una bussola li pronta a farci decifrare l’ennesimo impulso, l’ennesimo avvenimento. Ho un grande mentore, che conosco fin da quando sono bambino – ogni volta che posso ( adesso lui è anzianotto ) quindi sono cresciuto anch’io , vado a trovarlo. Nell’ultimo incontro mi ha ripetuto una cosa basilare in merito al dolore che mi ha fatto riflettere cerco di riportala quasi fedelmente

<< Non dobbiamo insultare il dolore, gli eventi che si susseguono. Siamo esseri egoisti perché il contatore delle nostre azioni è difettoso e tende a contare solo le situazioni che riteniamo dolorose a discapito di tutte le cose belle che abbiamo. Se potessimo fare una conta precisa, distinta di gioie ( anche quelle che non consideriamo tali ma ci sono per esempio il sole ) e dolori – allora solo dopo un conteggio serio e preciso riusciremmo a sentirci fortunati>>

Certo a quasi 80 lustri – è facile essere positivi, ma non è un discorso di + e –  la vita non è un simbolo, la vita è altro, molto di più – nonostante il mondo stesso ci impone di non ricordarlo, ma solo se decidiamo di partecipare alla loro corsa, a quella corsa – sadica, ingiusta e dolorosa – del cercare sempre di più, del volere di più. Questo lo posso garantire alla metà degli anni del mio mentore. Le uniche corse che faccio le faccio con me stesso , provando ogni giorno ad essere una persona migliore, provando ogni giorno a fare almeno una cosa per qualcuno prima di dedicarmi a me. La gara non è con la vita, la vita è li – ( come dicevo alla mia collega ) lei ha già vinto, perché lei quella vita che vivi, sa che non è tua ma è sua e dai tempi dei tempi.

Sono felice quando scrivo, sono felice  quando ho finito di leggere un buon libro, sono felice quando ho i miei figli lontano massimo tre metri dal mio sguardo, sono felice quando mia moglie mi sorride e io so che quello è il momento in cui lei è tutto quello che voglio e io sono il centro della sua attenzione. Sono felice se alla fine della mia giornata accendo il pc è ho qualcosa da dire – ci sono stati giorni in cui non avevo voglia neppure di aprire gli occhi e non era solo dolore, ero io che non vedevo e non volevo andare oltre perché oltre le barriere che ci hanno obbligato a vedere – ci sono milioni di spazi che non vediamo , solo perché abbiamo paura di arrampicarci per non cadere. Cadere poi ha più frasi di vivere, volete che vi dico che cos’è cadere per me ? – è vedere il mondo al contrario almeno per un secondo, e spesso si sa a vedere le cose al contrario ci si capisce di più.

Dicevo all’inizio sono un contorsionista è vero – milioni di mosse e incastri solo per vivere… no. Dico no, stasera per l’ennesima vola dico no. L’anima non ha bisogno di incastri, qualcuno dice che sia leggera come un soffio – da qui nasce il concetto – un soffio all’aria diventa altra aria, quindi il mio soffio è aria nell’aria, da qui definisco l’anima tutto.

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