La Poesia di Francesco Cacciola

Temporaneo

Sentii la notte dileguarsi

La mia anima posarsi nel sonno e dormire sui sogni

Sentii l'energia progredire e la quiete adattarsi alle scene

Sentii me stesso nell' adeguatezza del tempo

Scorrevo come lui volteggiando nel vuoto di un momento che temporaneo sussurrava    Estraneo

Impossibile

 

Se non raccontassi solo a me stesso

Tutto questo

Questo adesso

Il mio presente

Chi sono 

Il mio ieri

Potrei ancora sperare, credere

 

Illudendomi

 

Che tutto il vuoto che rimbomba dentro questo malinconico dentro sia.

 

ImPossibile.

 

L'incessante? un formicolio

che deve svanire friggendoti, dissolvente

In attesa che tutto ( tu )

 

Proceda

 

Con il cuore da ricomporre

In un' anima disidratata

Dal tempo che suona stonato

Disadattato

 

Non importa che il volume sia assordante

 

Che la strada non finisca o che non esista percorrenza

 

Che le parole possano fermarsi in uno spazio occupato

 

Non interessa se il tempo è grigio

 

O solo se tempo non è mai stato

 

Se sfiliamo sui precipizi - spesso sperando di restare in solo in equilibrio e la maggior parte delle volte ci caschiamo

 

Non conta saper dove andare

 

Non essere mai partiti

 

Prevedere il futuro

 

Sentire odori nuovi

 

Sperare di odorare ancora le fragranze di una vita di effluvi

 

Scavalcare il dolore

 

Nascondere Ogni paura

 

Importa a qualcuno di qualcuno?

 

Importa a qualcuno di qualcosa?

 

E lasciamo che il progresso diventi regresso

 

Che il silenzio possa non insegnare

 

Tanto non ha un cazzo da dire altrimenti urlava

 

Lasciamo che restino chiuse le porte

 

Che le file si sfoltiscano

 

Tanto le origini delle code non dovrebbero aver senso se non in chi le fa

 

Che tutto perda colore

 

Tanto le tinte sono solo dettagli

 

Che vuoi che possano contare

 

Non esiste niente oltre - restiamo fermi allora

 

Non senti niente?

 

Possiamo anche non svegliarci

 

Eppure

 

Eppure ci credo spesso più di quando vorrei

 

Dovrei

 

Posso permettermi di fare

 

Credere è come finire dritto dove non volevi andare - ci vai lo stesso tanto non avresti alternative.

 

Ma posso anche fingere di non sapere

 

Dirlo anche quando non lo provo

 

Provarlo e non saperlo dire

 

Sognarlo e non avere facoltà di farlo

 

Poterlo fare e non saper sognare

 

 

 

Ho imparato a distinguere nel disordine che dimora in me

 

Ho capito che il disordine è l'umanità ed io posso solo

 

Riordinare ogni tanto

 

Sistemare tutto - sapendo -

 

Che l'apparenza è solo un modo per naccontare una subdola verità

 

Disadattato

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©2020 di Francesco Cacciola